Quando i buoni sentimenti alimentano i fascismi

François Arzalier, Histoire et Societé 10 ottobre 2015

Parigi saluta l’arrivo dei ‘profughi’ islamisti, nell’operazione ‘arma di migrazione di massa’ avviata da Turchia e USA.
Da tempo dovremmo esservi abituati: dagli antichi monarchi che si facevano chiamare figli degli dei ai despoti contemporanei che arringavano folle compiacenti, la manipolazione dell’opinione pubblica è sempre stata la compare del potere. Lo sfruttamento di coloro che hanno solo il lavoro per vivere e l’oppressione politica della maggioranza da parte di pochi privilegiati, non possono esistere senza la giustificazione delle grandi falsità. I grandi media hanno oggi in tal senso più efficacia che mai nella storia, permettendo ogni giorno di martellare sulla vulgata dominante, della borghesia di qualsiasi etichetta politica: c’è la lotta ai malvagi terroristi barbuti che l’esercito del nostro Paese conduce con fuoco guerriero in Africa e in Medio Oriente, dove un po’ più lontano sono i nostri migliori alleati, ecc. Recentemente, la manipolazione s’è superata sui “migranti” che rischiando la vita corrono verso l’Europa e il miraggio occidentale. I nostri media parlano molto riducendo la tragedia a un discorso compassionevole sulla buona coscienza, spudoratamente con il cadavere di un bambino su una spiaggia turca, perché suo padre riteneva opportuno pagare a caro prezzo i contrabbandieri per affrontare le onde del mare su una zattera che affondava alla minima brezza. Naturalmente, dobbiamo accogliere adeguatamente gli immigrati legali o meno, e la Francia in questa materia è ben lungi dall’essere un esempio, dalle campagne di Calais alle strade di Parigi. Ma ogni nazione ha il diritto fondamentale di controllare proprio futuro e propria demografia: i Paesi sviluppati europei non se lo negano, tra discorsi umanistici e demagogici.
Mentono, oscurando la principale causa del caos che ha fatto di milioni di persone dei rifugiati nel Mediterraneo: l’intervento militare, diplomatico e finanziario delle grandi potenze occidentali, Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia, Turchia, e loro alleati petromonarchi fondamentalisti di Golfo Persico, Arabia Saudita e Qatar. Fin dall’inizio di questo secolo, spinti dal comune desiderio di ridisegnare Nord Africa e Medio Oriente a proprio vantaggio, hanno distrutto con la guerra gli Stati nazionali d’Iraq (Bush) e Libia (Sarkozy), organizzato e finanziato i separatisti armati tribali e religiosi contro la Siria. Non hanno potuto sconfiggere quest’ultimo, ma sulle macerie delle città distrutte hanno dato vita all’incontrollabile mostro islamista chiamato Stato islamico, riducendo milioni di siriani a rifugiati in fuga. Chi gioca al vigile del fuoco oggi, è in realtà un piromane!
Mentono, nascondendo che tale improvviso afflusso di “migranti” in Europa sia organizzato deliberatamente dalla Turchia guidata dall’islamista Erdogan, uno dei pilastri della NATO che invia armi e combattenti per l’eversione fondamentalista contro la Siria da 15 anni. Chi potrebbe essere così ingenuo da credere che decine di migliaia di uomini, donne e bambini passino ogni settimana dai porti turchi su navi noleggiate da contrabbandieri, a buon prezzo, senza che i funzionari dei servizi segreti dello Stato turco, uno dei più organizzati al mondo, non li vedano?
Mentono quando indicano ad esempio il “gran cuore” e la generosità della Merkel verso i “migranti”, mentre parla a nome dei datori di lavoro tedeschi, tra i più prosperi del mondo grazie all’UE che gli fornisce immigrati sottopagati da Polonia e Bulgaria: vedono tale afflusso di “migranti” mediterranei quale manodopera ancora più conveniente rispetto a quelli da Varsavia o Budapest.
Come i discorsi buonisti a comando in TV non potrebbero commuovere i sensibili di cuore, quando coloro che dovrebbero denunciare tale ipocrisia li rilanciano compiaciuti? Nel corso del dibattito sui “migranti” organizzato del Festival dell’Humanité, l’unico rappresentante del Fronte di sinistra francese, l’eurodeputato MC Vergiat, limitava le sue osservazioni a banalità umanistiche senza esitare a coronare il tutto con l’elogio opportunista a soddisfazione della borghesia di “sinistra”, a cui chiede il voto: “La signora Merkel fa smuovere, tanto meglio“. C’è voluto MW Birkwald, deputato del Partito della Sinistra tedesco, per discutere più seriamente “dei grandi datori di lavoro capitalisti tedeschi che lamentano carenza di manodopera e demografia in calo… rifugiati in media di 26 anni per 2/3 uomini, una popolazione interessante per le imprese tedesche“… scoprendosi moralisti nel denunciare la riluttanza ungherese, greca e polacca a tale massiccio afflusso di lavoratori concorrenti, in modo che i dirigenti dello Stato e dell’economia della Germania destabilizzino i Paesi vassalli europeo-orientali e balcanici. Mentono ancor più nascondendo come lo sfollamento di centinaia di migliaia di “migranti” improvvisamente istigato da agenzie occidentali e incoraggiato dai nostri media, sebbene vivessero da anni in Siria e Libano, senza che i nostri capi si commuovano; un regalo inaspettato all’estrema destra xenofoba rampante, alle porte del potere nella maggior parte degli Stati europei orientali e centrali, Grecia e Francia. Ad Atene, le elezioni l’hanno mostrato prima che nel nostro Paese…
Quando la manipolazione dei buoni sentimenti arriva a tale dimensione, quando la truffa confina con l’ignoranza, si può e ci si deve chiedere chi ci guadagna e chi l’organizza. Dall’inizio del 21° secolo, l’imperialismo occidentale organizza il caos a spese degli Stati nazionali in Africa e in Oreinte: oggi lo fa in Europa, dall’Ucraina alla Grecia. Il nostro popolo ne sarà vittima se la ragione e l’interesse dei lavoratori non si sveglieranno dal letargo prima del baratro.

Parigi saluta l’arrivo dei ‘profughi’ islamisti, nell’operazione ‘arma di migrazione di massa’ avviata da Turchia e USA.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora