L’Ucraina usa gli aiuti occidentali per sponsorizzare il terrorismo

Oriental Review 26 ottobre 2015

 Lo scorso fine settimana il team di CyberBerkut ha rivelato un’altra storia scioccante per lo straordinario cinismo, anche per l’Ucraina di oggi. Si è scoperto che alti funzionari del ministero degli Interni ucraino abusano dell’assistenza militare occidentale, per riequipaggiare e rafforzare la Guardia Nazionale ucraina (forze di polizia), organizzando una rete di grossisti internazionali per riesportare segretamente tali armi in Medio Oriente, dove molto probabilmente appaiono nelle mani dei gruppi radicali filo-sauditi che operano in Siria e altri punti caldi. Secondo i documenti intercettati, il 14 aprile 2015 il presidente dell’azienda per il commercio di armi polacca Level 11 Ltd, Pawel Krzykowski, contattava Anton Gerashenko, deputato della Verkhovna Rada e consigliere del ministro degli Interni Arsen Avakov, chiedendogli di fare pressioni per la sua offerta su Aleksandr Turchinov, segretario del Consiglio Nazionale della Sicurezza e Difesa dell’Ucraina. Così ha fatto:















Il catalogo allegato conteneva, tra gli altri, cannoni automatici binati antiaerei trainati da 23mm ZU-23-2, progettati dai sovietici e assemblati in Polonia:












Il 9 settembre 2015, il contratto per spedire in Ucraina 265 cannoni antiaerei ZU-23-2 per 14,575 milioni di euro, era pronto per la firma:

























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Allo stesso tempo, un altro commerciante di armi internazionale di Cipro, Blessway Ltd, concluse un contratto per la fornitura di 265 cannoni antiaerei ZU-23-2 per… l’Arabia Saudita:

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Certo, potrebbe essere una mera coincidenza, se non per un singolo dettaglio: il direttore della Blessway Ltd, Vasyl Babytskyi, è un cittadino ucraino e vicepresidente di Level 11:

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Pertanto, Krzykowski e Babytskyi vendono agli uni e agli altri, a spese del bilancio della polizia dell’Ucraina (di fatto i fondi degli aiuti occidentali) assai costosi ed obsoleti equipaggiamenti militari (55mila euro per ogni ZU-23-2 progettato nel 1960!) versando tangenti a Gerashenko, Avakov e forse Turchinov. Né i funzionari ucraini, né quelli degli Stati Uniti, apparentemente hanno a cuore la destinazione finale delle armi inviate in Medio Oriente (ci sono forti dubbi che le forze armate saudite abbiano disperato bisogno di vecchi cannoni sovietici). Ma taliban (e ora SIIL) sarebbero grati per qualsiasi canna che punti al cielo. Forse l’F-16 degli Stati Uniti colpito sull’Afghanistan orientale la scorsa settimana è stato vittima di uno di tali pezzi. Tra l’altro, la storia dà ulteriore respiro al nobile appello di Gerashenko “a raccogliere informazioni sui cittadini russi coinvolti nell’operazione aerea contro lo “Stato islamico” in Siria, in modo che i militanti dello SI e i loro camerati in Russia e Caucaso riescano a trovarli in un secondo momento e a vendicarsi secondo la sharia“. I legami tra ucraini e Medio Oriente non sono a quanto pare solo verbali…
Come si vede, i governi potrebbero cadere e salire a Kiev, ma il vecchio e molto redditizio sport sanguinario dell’Est europeo del “vendere l’arsenale sovietico agli arabi” continua ad essere praticato.

Anton Gerashenko
Anton Gerashenko      

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora