Russia, Vietnam e Aviazione Strategica

Alessandro Lattanzio, 14/3/2105

La richiesta di vietare l’accesso a Mosca della base aerea di Cam Ranh, in Vietnam, utilizzata per il rifornimento dei bombardieri strategici russi non è altro che interferenza negli affari interni del Vietnam, affermava il colonnello Le The Mau esperto dell’Istituto di strategia militare vietnamita. “La Russia è un partner strategico del Vietnam. Sviluppiamo la nostra cooperazione tecnico-militare che prevede, tra l’altro, l’uso della base aerea di Cam Ranh per il rifornimento degli aerei russi“. Gli Stati Uniti avevano preteso dal Vietnam di vietare alla Russia l’uso della base aerea di Cam Ranh. Secondo l’esperto, l’uso della base da parte dei russi rientra “perfettamente nel quadro dei servizi internazionali offerti dalla base di Cam Ranh. Le pretese di Washington vanno considerate solo come interferenza negli affari interni del Vietnam, Stato sovrano che decide la propria politica di cooperazione con partner ed amici“. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa commentava, le “Dichiarazioni di ufficiali degli Stati Uniti sulle attività dell’Aeronautica russa, compreso l’uso delle infrastrutture nella penisola di Cam Ranh, possono ‘aumentare le tensioni nella regione’ e sono incomprensibili”, aggiungendo che gli Stati Uniti mantengono una presenza militare permanente in diversi Stati dell’Asia-Pacifico e continuano ad intensificare le attività militari nella regione. Secondo il ministero, la cooperazione militare della Russia con partner come il Vietnam, “avviene nel più rigoroso rispetto delle norme e dei trattati internazionali bilaterali, non è diretta contro alcuno e non costituisce una minaccia per la pace e la stabilità nella regione Asia-Pacifico“. A sua volta, il Viceprimo ministro russo responsabile dell’Industria della Difesa, Dmitrij Rogozin, commentava le preoccupazioni statunitensi sulla crescente deterrenza militare della Russia, “Comprendo e vi capisco perfettamente!
Il comandante del Comando della Difesa Aerospaziale del Nord America (NORAD), Ammiraglio William Gortney, aveva detto al comitato Forze Armate del Senato degli USA, “Abbiamo assistito a una migliore interoperabilità tra l’aviazione a lungo raggio russa e altri elementi militari russi, tra cui piattaforme aeree e navali d’intelligence posizionate per monitorare le risposte del NORAD“, oltre a ribadire che i bombardieri strategici russi avevano effettuato più pattugliamenti aerei a lungo raggio nel 2014 che in qualsiasi anno del dopo-Guerra Fredda. “Qualora queste tendenze continuino il NORAD dovrà affrontare un aumento del rischio alla nostra capacità di difendere il Nord America contro le minacce missilistiche aeree, navali e da crociera russe“. L’ansia di Washington s’appunta sullo schieramento di aerei e navi russi in Crimea e regione di Kaliningrad, “da cui possono colpire infrastrutture cruciali in Alaska e Canada, a cui ci affidiamo per la difesa della patria“, terminava Gortney, spiegando la portata dei missili a lunga gittata da crociera russi. I voli di pattugliamento operativo, che fungono anche da esercitazioni per gli equipaggi russi, servono a dimostrare la presenza della Russia nei cieli internazionali. Tali missioni sono svolte dai bombardieri strategici dotati di missili da crociera Tu-95MS e Tu-160, il più grande bombardiere strategico del mondo, spesso accompagnati dagli aerei-cisterna Il-78 e dai caccia-intercettori MiG-31. I bombardieri russi compiono le missioni di pattugliamento operativo sulle acque internazionali del Mare di Norvegia, Mare di Barents, Oceano Atlantico, Mar Nero, Mar Mediterraneo e Oceano Pacifico, e le svolgono in stretta conformità ai regolamenti internazionali sullo spazio aereo su acque neutrali. Infine, il 1° marzo il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu annunciava che la Russia amplierà le aree di pattugliamento dell’aviazione a lungo raggio, “Non abbiamo intenzione di smettere queste operazioni”.

























Riferimenti:
RBTH
Reseau International
Sputnik
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