La spartizione delle sfere d’influenza: NATO in Nord Europa, Russia nel bacino del Mar Nero

Valentin Vasilescu ACS-RSS, 17 gennaio 2015 – Global Research
  Nei primi mesi del 2014, la vittoria di Euromaidan accese l’immaginazione degli strateghi della NATO che speravano che l’Ucraina divenisse membro dell’alleanza nei prossimi anni. Alla fine dello stesso anno, mentre l’interesse per l’Ucraina scompare per la NATO a causa della perdita di due punti chiave presi di mira in questo territorio, con la Crimea riunitasi alla Russia e la sorprendente sconfitta dell’esercito ucraino nella guerra secessionista nel Donbas. Pertanto, nei primi mesi del 2015 sembra che i giochi strategici in Europa siano mutati. Gli Stati Uniti concentrano la loro attenzione sulla fortificazione militare di ciò che hanno sotto controllo, vale a dire i Paesi baltici, inviandovi carri armati, blindati e obici semoventi. Sembra quindi che tra le due grandi potenze mondiali vi sia una sorta di tacito consenso ed equilibrio di potere. Soprattutto perché la Russia ha ora mano libera facendo avanzare ulteriormente la preparazione per la supremazia assoluta aeronavale nel bacino del Mar Nero, per il 2016. Nella cerimonia svoltasi il 31 dicembre 2014, il sottomarino d’attacco Rostov-na-Donu entrava in servizio nella 4.ta Brigata indipendente di Novorossijsk, appartenente alla 30.ma Divisione navale (Flotta del Mar Nero). È il secondo sottomarino diesel-elettrico della classe Varshavjanka (Projekt 636.3), ad entrare nella Flotta del Mar Nero, nel 2014, dopo il Novorossijsk. Il terzo sottomarino, Starij Oskol, vi entrerà nel 2015. Nel 2016, la Flotta del Mar Nero avrà sei sottomarini della classe Varshavjanka, due fregate furtive classe Admiral Gorshkov (Projekt 22350) e due fregate polivalenti della nuova classe Steregushij.

 Il sottomarino Rostov-na-Donu è armato con siluri e missili da crociera K-560 Kalibr da 1800- 2500 km di gittata (come gli RGM/UGM-109E Tomahawk dei sottomarini d’attacco nucleari statunitensi) o missili anti-nave P-800 Oniks (meno di 300 km). Il sottomarino Rostov-na-Donu è il più silenzioso del mondo e può operare senza essere individuato nelle acque costiere, sbarcando o recuperando di nascosto gruppi di commando della fanteria di marina russa, appositamente attrezzati con la nuova armatura galleggiante Corsar MP. Sempre nel 2016, quando i sei sottomarini classe Varshavjanka opereranno nella Flotta russa nel Mar Nero, si concluderanno le operazioni di consolidamento e prolungamento della pista e la costruzione dei rifugi di cemento e di altre opere infrastrutturali della base aerea di Belbek in Crimea. L’aeroporto sarà la base operativa di un reggimento di 36 bombardieri supersonici a geometria variabile e a lungo raggio Tu-22M3. Il velivolo ha un raggio d’azione di 4000 km e trasporta 24 tonnellate di bombe o missili. Il Tu-22M3 può essere armato con 10 missili da crociera: 6 tipo Kh-15 (velocità Mach 5, e gittata di 250 km) nel lanciatore rotante carenato nella fusoliera, e 4 tipo Kh-22/27 (velocità Mach 4, gittata di 500 km) o Kh-55 (2000 chilometri) sotto la fusoliera o sui piloni alari. Il sistema di difesa russa in Crimea dal 2015 includerà i missili Iskander-M (gittata di 500 km).


 ACS-RSS – Giornale manifesto per capire il mondo russo, pubblicato dall’Associazione per la cooperazione strategica, diplomatica, economica, culturale ed educativa con la Russia e lo spazio slavo.
 
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora